Fino al 1 marzo, presso la Galleria d’Arte Moderna di Torino (via Magenta 31), nell’ambito della “Terza Risonanza”, è possibile visitare 3 mostre che offrono al visitatore esperienze visive e sensoriali in cui la fragilità dei materiali, l’uso della luce e dell’ombra, l’ambiguità e la rivelazione delle immagini, lo conducono in un paesaggio sconosciuto, poetico e perturbante.
I possessori di abbonamenti annuali o plurimensili GTT e Formula in corso di validità, avranno la possibilità di acquistare il biglietto d’ingresso a prezzo ridotto presentando la tessera BIP alla cassa.
“Notti. Cinque secoli di stelle, sogni, pleniluni”, il cui percorso espositivo è composto da cento opere provenienti da prestigiose istituzioni europee e dalle collezioni della GAM, esplora la notte come spazio di sperimentazione tecnica, riflessione scientifica e introspezione poetica dall’inizio del XVII secolo fino alla contemporaneità. La mostra, ordinata tematicamente, invita a una riflessione sul fascino del notturno come luogo dell’ambiguità, del mistero e della scoperta, in un dialogo costante tra razionalità e sentimento, scienza e visionarietà.
La mostra antologica “Linda Fregni Nagler. Anger Pleasure Fear” racconta la storia dello sguardo isolando e conservando frammenti del visibile che testimoniano non solo ciò che mostrano, ma anche i diversi modi in cui, nel tempo, abbiamo osservato il mondo. L’artista utilizza la fotografia come mezzo di riflessione sulla visione, sulla memoria e sulla materialità dell’immagine, intrecciando collezionismo, ricerca e narrazione. Presenza e assenza, visibile e invisibile si inseguono, rendendo ogni immagine un luogo di riflessione, memoria e immaginazione.
“Elisabetta Di Maggio. Frangibile” ripercorre la carriera di Elisabetta Di Maggio, presentando lavori storici e nuove produzioni create appositamente per gli spazi del museo. L’intaglio, carattere peculiare dell’artista, è insieme un mezzo per esplorare il materiale, prendendosene cura, e un gesto violento, che lacera e non consente il ben che minimo ripensamento. Le sue opere mettono in crisi il confine tra astrazione e figurazione, tra naturale e artificiale ed esplorano temi come le mappature, le trame cosmiche e vegetali, la memoria, la sacralità della natura e le simmetrie ipnotiche, trasmettendo lo stupore profondo dell’artista al cospetto dalla varietà delle forme organiche e artificiali.
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